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Scheda sito


Reperti senza esatta indicazione di provenienza
Galzignano Terme, V millennio a.C. (Neolitico Medio)

Da un punto non ben precisato del comune di Galzignano provengono un’ascia ed un’ascia-scalpello in pietra verde, databili al Neolitico Medio (V millennio a. C.). Si ignora il contesto di provenienza. Asce ed asce-scalpello si trovano spesso associate nelle sepolture dell’epoca, a riprova che venivano utilizzate per svolgere due distinte funzioni. Le due asce sono ricavate da grossi ciottoli naturali, selezionati sulla base della forma e della durezza e quindi sbozzati e levigati per ottenere l’oggetto finito. Nel corso del Neolitico e della successiva età del Rame, le asce di più elevata qualità erano ricavate proprio da ciottoli di pietra verde, in questo caso giadeitite cloromelanitica, che venivano importati anche da luoghi molto lontani: nell’Italia peninsulare questa materia prima è infatti presente quasi esclusivamente nelle aree montane di Liguria e Piemonte.


Storia degli Studi

Le due asce furono rinvenute, come recitano le fonti archivistiche, “a Galzignano in uno scavo praticato nel cortile del Sig. Franco Trevisan”. Non è nota la data del rinvenimento, che va comunque posto prima del 1895, data della morte del prof. Pirona, membro dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, che ne fece dono al Museo di Venezia.


Descrizione

Preistoria e Protostoria

Da un punto non ben precisato del comune di Galzignano provengono un’ascia ed un’ascia-scalpello in pietra verde, rinvenute in probabile associazione e databili al Neolitico Medio (V millennio a. C.). Si ignora il contesto di provenienza. Le due asce sono ricavate da grossi ciottoli naturali, selezionati sulla base della forma e della durezza e quindi sbozzati e levigati per ottenere l’oggetto finito. Nel corso del Neolitico e della successiva età del Rame, le asce di più elevata qualità erano ricavate proprio da ciottoli di pietra verde, in questo caso giadeitite, che venivano importati anche da luoghi molto lontani: nell’Italia peninsulare questa materia prima è infatti presente quasi esclusivamente nelle aree montane di Liguria e Piemonte.

 

Cronologia

Neolitico Medio (V Millennio a. C.)

 

Contesto geografico ed urbanistico

Provenienza generica dal territorio comunale di Galzignano.

 

Bibliografia

Leonardi P., Utensili litici levigati rinvenuti a Galzignano negli Euganei, in Mem. R. Acc.di SS. LL. AA. di Padova (estratto), 1939, pp. 5-12, tav. I-II.

 
 

Accesso al sito
Non visitabile

Archivio Materiali

Provenienza: Galzignano Terme
Cronologia: V millennio a.C. (Neolitico Medio)


Descrizione
Ascia linguiforme asimmetrica, o “a goccia”, con tagliente curvilineo. Lunghezza mm. 93, larghezza massima mm. 53,8, spessore mm. 17,3. Presenta una faccia convessa e l’altra piana. Ricavata sbozzando e levigando un ciottolo naturale accuratamente selezionato; reca una probabile frattura d’uso.

Funzione
Le asce, nel mondo antico, erano utilizzate per un’ampia gamma di attività; armi micidiali per il combattimento corpo a corpo, rappresentavano anche un poliedrico strumento di lavoro, utilizzato per l’abbattimento degli alberi e nella carpenteria.
Le due tipologie di asce provenienti da Galzignano, originariamente completate da un manico in legno, si trovano spesso associate nelle sepolture dell’epoca, a riprova che venivano utilizzate per svolgere due distinte funzioni.


Luogo di Conservazione: Museo Civico di Storia Naturale di Venezia
Provenienza: Galzignano Terme
Cronologia: V millennio a.C. (Neolitico Medio)


Descrizione
Ascia-scalpello a margini subparalleli, con entrambe le facce piane; lunghezza mm. 97,6, larghezza massima mm. 31,7, spessore mm. 16,3. Presenta scheggiature d’uso lungo il margine tagliente. Lo strumento è ricavato da un ciottolo naturale accuratamente selezionato e solo parzialmente lavorato; scabra nella maggior parte della superficie, l’ascia è stata infatti levigata solamente in corrispondenza di parte delle due facce maggiori e sul breve margine tagliente.

Funzione
Le asce, nel mondo antico, erano utilizzate per un’ampia gamma di attività; armi micidiali per il combattimento corpo a corpo, rappresentavano anche un poliedrico strumento di lavoro, utilizzato per l’abbattimento degli alberi e nella carpenteria.
Le due tipologie di asce provenienti da Galzignano, originariamente completate da un manico in legno, si trovano spesso associate nelle sepolture dell’epoca, a riprova che venivano utilizzate per svolgere due distinte funzioni.


Luogo di Conservazione: Museo Civico di Storia Naturale di Venezia

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